ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA
BIBLIOGRAFIA GASTRONOMICA BOLOGNESE




Prezzo: 25 €


Formato cm. 24,5x35.
Numero Pagine: 52.

La cucina è una delle espressioni più profonde della cultura di un Paese. Frutto della storia e della vita dei suoi abitanti, diversa da luogo a luogo, la cucina racconta chi siamo, riscopre le nostre radici, si evolve con noi, ci rappresenta al di là dei confini. La cultura della cucina è anche una delle forme espressive dell'ambiente che ci circonda, insieme al paesaggio, all'arte, a tutto ciò che scaturisce dall’integrazione tra uomo e natura, tra società e habitat in cui questa agisce e si sviluppa. È cultura attiva, frutto della tradizione e dell'innovazione e, per questo, da salvaguardare e da tramandare. Su queste basi, grazie alla passione di Orio Vergani, giornalista, scrittore, uomo di vasto e multiforme ingegno, circondato da un manipolo di esponenti del più alto livello del giornalismo, dell’imprenditoria e dell’arte, tra i quali Dino Buzzati, Giò Ponti, Gianni Mazzocchi, Giannino Citterio, nacque a Milano nel lontano 1953 l’Accademia Italiana della Cucina, con la missione della difesa delle tradizioni gastronomiche e dei piatti tipici regionali, nel rispetto delle ricette più genuine e nella salvaguardia dell'arte, difficilissima, di manipolarle senza travisarne le caratteristiche. In pochi anni da allora l’Accademia trovò espansione in tutta Italia e anche in molti altri stati. Oggi sono oltre 250 le Delegazioni territoriali nel mondo, di cui 58 all’estero Tra queste, la Delegazione di BOLOGNA SAN LUCA (con il patrocinio del Comune di Bologna e della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna - Camera dell’Economia) ha prodotto il pregevole volume “BIBLIOGRAFIA GASTRONOMICA BOLOGNESE – col compendio dei testi più importanti di ogni epoca e di ogni paese” (prima edizione 2008).

Per la “costruzione” di questa Bibliografia Gastronomica Bolognese, che non ha la pretesa della completezza, è stato selezionato un numero adeguato di testi, convenientemente commentati. La “bolognesità” è data dall’argomento, dall’autore dell’opera e talvolta anche dalla sede dello stampatore. Nella prima parte le opere sono elencate cronologicamente, seguendo la data della loro prima pubblicazione. Fanno eccezione i manoscritti, per i quali, in virtù della loro importanza storica, viene indicata la data, certa o presumibile, della compilazione, pur citando anche le prime dizioni a mezzo stampa, quasi sempre posteriori di secoli. Nella seconda parte della Bibliografia, invece, vengono segnalati gli autori in ordine alfabetico e le loro opere. In calce, si trova un breve compendio dei più cospicui trattati di gastronomia pubblicati in Italia, in Francia e nel mondo, dall’antichità ad oggi.



"Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza che la merita. E' un modo di cucinare un po' greve, se vogliamo, perché il clima così richiede, ma succulento, di buon gusto e salubre, tanto è vero che a Bologna le longevità di ottanta e novant'anni sono più comuni che altrove". A tessere questo entusiastico elogio della buona tavola bolognese è il grande Pellegrino Artusi nel suo celebre trattato culinario uscito alla fine dell'800. Al grande gastronomo dell'Italia unificata si deve infatti una incisiva "azione promozionale" a favore della cucina petroniana, alla quale, nel suo fortunato ricettario, riservò elogi sviscerati e ampio spazio, segnalandola all'attenzione dell'intera penisola. Il valente buongustaio romagnolo appare come il vero profeta di Bologna a tavola e il restauratore dei fasti della sua "grassezza", una parola che oggi, in tempi di diete e di lipofobia, ha un suono forse un po' inquietante, ma che da epoche lontane fino ai nostri giorni è sinonimo di mangiare bene, di pasti ricchi e generosi, quasi uno status symbol. L'Artusi propose addirittura, con un buon secolo d'anticipo, di creare nella città di San Petronio un "Istituto culinario ossia scuola di cucina perché Bologna si presterebbe per una simile impresa più di qualunque altra città per il suo grande consumo, per l'eccellenza dei cibi e per il modo di cucinarli".